martedì 3 novembre 2015

Per richiedere il  Glossario BDSM completo edizione integrale in formato PDF o Doc pubblicato in Bdsm – Guida per esploratori dell’erotismo estremo  specifico sulle pratiche di bondage e kinbaku  contattare il seguente indirizzo e-mail: bdsmcultura@gmail.com


24/7 – Ventiquattro ore al giorno per sette giorni su sette. Indica un rapporto di sottomissione mantenuto senza pause in qualsiasi momento della giornata, per un periodo limitato o come scelta di vita definitiva.
AB – Abbreviazione di Adult Baby
Abrasione – Categoria di giochi basata sullo sfregamento della pelle con oggetti ruvidi, che può andare dal piacevole al doloroso.
Adorazione – Baciare o leccare il corpo del Dom o il suo abbigliamento per stimolarlo eroticamente o come forma di umiliazione.
Adult Baby – ‘Bebè adulto’. Chi pratica infantilismo.
Ageplay – ‘Giocare con le età’. Gioco di ruolo basato su atteggiamenti infantili, in cui uno dei partner assume la figura dell’adulto. Fra le situazioni tipiche: Papà/monella, Maestra/allievo, ecc.. In alcune relazioni questa finzione viene mantenuta anche al di fuori dei momenti strettamente di gioco.
Ago – Gli aghi usati in tutte le forme di piercing sono quelli sterili e monouso per utilizzo medico. Nelpiercing temporaneo è pratica comune impiegare quelli delle normali siringhe vendute al supermercato.
Agocannula – Strumento medico simile a uno spesso ago, usato per aprire il percorso a piercing di grossa entità.
Agura – Figura tradizionale dello shibari in cui il subviene legato a gambe incrociate. Nonostante le apparenze si tratta di una posizione molto disagevole, che veniva utilizzata negli interrogatori militari medioevali.
Aids – Acronimo di Acquired Immuno-Deficiency Syndrome (‘Sindrome da Immunodeficienza Acquisita’). È la più nota malattia venerea e una delle più pericolose, ma non l’unica. Qualsiasi attività sessuale fra partner promiscui dovrebbe tenere presente i rischi di infezioni e limitarli con tecniche disafer sex.
Alcolici – Generalmente malvisti negli ambienti Bdsm, per motivi sia etici sia di sicurezza. La perfetta lucidità mentale è infatti condizione indispensabile per garantire sicurezza e consensualità dei giochi.
Algolagnia – Definizione clinica del masochismo. Anche algofilia.
Allergico, test – Per garantire che il sub non abbia reazioni allergiche potenzialmente pericolose a sostanze irritanti che si intende applicare sul suo corpo è uso provarne gli effetti su punti sensibili (es. l’interno del gomito) prima della sessione e attendere qualche minuto. Se non vi sono reazioni patologiche si può procedere con i giochi.
Allungacapezzoli – Strumento metallico che viene applicato a capezzoli dotati di piercing a barretta per tenerla a una certa distanza dall’areola e favorire così un allungamento della carne.
Ampallang – Piercing orizzontale del glande, in cui viene inserita una barretta terminante con due palline, per una maggiore stimolazione durante il rapporto sessuale.
Amsterdam box – Struttura usata per sessioni dideprivazione sensoriale. È simile a un armadio stretto e poco profondo alle cui pareti interne (a volte imbottite, per isolare acusticamente) sono fissate cinghie o altri strumenti per immobilizzare la persona che vi viene chiusa dentro. La porta è spesso dotata di piccoli sportelli attraverso cui si può stimolare il sub.
Anilingus – (O analinguo) stimolazione dell’ano con la lingua.
Antoniou, Laura – Pseudonimo della scrittrice Sara Adamson (1963-), autrice del ciclo narrativo The Marketplace, in cui viene descritta una vasta organizzazione dedicata all’addestramento di schiavi. Il tono quasi cronachistico ha contribuito a diffondere il mito delle società segrete.
Apadravya – Piercing verticale del glande, in cui viene inserita una barretta terminante con due palline, per una maggiore stimolazione durante il rapporto sessuale.
Apadydoe – Combinazione di apadravya e dydoe.
Aperello – Munch tenuto nel tardo pomeriggio.
Arm sleeve – Vedi guanto singolo.
Arte bianca – Sinonimo (specie nei paesi di lingua tedesca) di clinical.
Asanawa – Corda di canapa usata tradizionalmente nello shibari.
Asfissia posizionale – Disturbo potenzialmente letale della respirazione causato dalla forzatura di una posizione che impedisca il normale movimento del torace. Benché si sviluppi normalmente nell’arco di ore, è un fattore di rischio da tenere in considerazione nel bondage.
Atterraggio – Termine gergale per indicare la fase conclusiva della sessione, che comporta un ritorno alla «normale» quotidianità.
Autobondage – Pratica che consiste nel praticarebondage su se stessi, e che richiede particolare abilità e attenzione per ottenere risultati efficaci ma sicuri, perché sia poi possibile liberarsi senza aiuti esterni.
Ayor – Acronimo di At Your Own Risk (‘a vostro rischio e pericolo’). Sigla ormai desueta usata da alcune guide gay per indicare luoghi dove veniva praticato sadomasochismo non Ssc.


“Cambiare è la norma”
di Race Bannon



Postato sul Blog di Race Bannon il 25 maggio 2014, tradotto e pubblicato su Legami grazie al consenso dell’Autore che ringraziamo. Link all’articolo originale: http://bannon.com/2014/05/25/change-is-the-norm/

Ogni volta che parlo con qualche frequentatore della scena, che sia di qui o di altre parti, mi capita sempre di ascoltare commenti su come la scena sia cambiata. In genere si tratta di lamentele che rimpiangono la perdita di qualche passata versione della scena leather, mentre biasimano il modo in cui la gente oggi si veste, si identifica, si comporta e gioca.“Il Leather non è più quello di una volta”, “La Scena sembra tutta concentrata sui concorsi, ormai”, “Stiamo perdendo i nostri bar”, “Questi giovani che non rispettano le vecchie maniere”, “La Scena ormai è finita on line”, “Sembra che ci voglia una laurea oggi per poter essere qualificati a giocare, oggi”, “Che fine hanno fatto i nostri Mentori?”, “La nostra comunità si è riempita di gente che non ha niente a che fare con noi”, “Tutto è così costoso, oggi”. E così via e così via. Potrei elencare dozzine di queste lamentele. E per tutte non ho che un piccolo consiglio.
Accetta le cose come stanno, oppure fa qualcosa per cambiarle in modo che ti piacciano di più.Uno dei principi di molte filosofie della vita che mi ha sempre attratto è il concetto di attaccamento. Il concetto è che l’attaccamento produce buona parte delle sofferenze della vita. Restare attaccati ad una idea, comprese le idee sul passato, è deleterio come l’attaccamento alle cose. Tutto, tutti, qualunque tradizione, qualunque società, qualunque sottocultura è effimera. Così è con il leather ed il Kink. Prima accetteremo questo fatto, prima saremo felici. Se rifiutiamo di di accettare il cambiamento, l’infelicità sarà la conclusione inevitabile.A me non sembra che le modificazioni e gli adattamenti di quello a cui noi spesso ci riferiamo come Leather siano molto diversi dai modi organici in cui ogni comunità o sottocultura evolve. Il cambiamento è l’unica costante. E per questo che trovo divertenti quelli che rimpiangono “I bei tempi andati”. Ammetto che a volte l’ho fatto anch’io. Ma non c‘è modo per cui alcunché possa restare intatto nel tempo. Semplicemente, non è il modo in cui le cose funzionano. Tutto cambia. Come disse una volta Winston Churchill: “Per migliorare bisogna cambiare, per essere perfetti bisogna cambiare spesso”.Io credo che questo distacco dalla realtà capiti perchè molti pensano al Leather come a qualcosa di immutabile. A questo è dovuto il continuo rimuginare sulle tradizioni, la storia, i protocolli e altre cose del genere, perché la gente vuol credere che una qualche passata età dell’oro del Leather fosse l’ideale, e che quel che abbiamo adesso non lo sia. Io non sono d’accordo. Il paesaggio mondiale odierno del Leather  e vasto, diverso e ricco, con maggiori opportunità di fare esperienze, di partecipare ad eventi, e maggiori occasioni di vita sociale e di gioco, di quanto non isa mai stato in passato. Certo, appare diverso e funziona diversamente da come funzionava un tempo. E allora? Molte cose della vita passata appaiono e funzionano diversamente oggi. Molti lo chiamano progresso. E tuttavia molti praticanti restano attaccati al passato, come se accettare queste realtà dovesse sminuirli come tali o come kinkster di qualunque tipo.Certamente ci sono oggi molte connessioni tra le varie sessualità leather e kinky, ma queste connessioni possono essere grandi o piccole. La scena è meno monolitica di una volta. Io penso che sia una buona cosa. E mentre è vero che la scena talvolta ci manda messaggi contraddittori a proposito dell’inclusione, quando a qualcuno sembra essere esclusivista, lo stesso può essere detto di qualunque gruppo o sottocultura. Io credo che la nostra Scena sia in grado di accogliere qualunque brava e decente persona che abbia voglia di essere parte di quel che abbiamo da offrire.
Per ogni possibile aspetto negativo della nostra scena che qualcuno possa suggerire, posso offrire un abbondante elenco di aspetti positivi, o di modi con cui renderli più positivi per la vostra personale esperienza.
Se vi va di cercarli, ci sono circoli, club, gruppi, eventi, occasioni di incontro su misura per le vostre preferenze individuali. San Francisco e le circonvicine South Bay e East Bay sono particolarmente benedette dal fatto di avere una pletora di tali opzioni. Localmente e su tutto il territorio nazionale potrete trovare una quantità di gruppi interessati al BDSM, al latex, al puppy play, alle uniformi, al fisting, alle relazioni D/s, e molto di più. Ci sono piccolo sottocultura all’interno della più larga sottocultura ombrello del leather e del kinky e c’è spazio per chiunque voglia un posto a tavola.E’ una naturale tendenza umana voler sentire di appartenere a qualcosa di speciale. Se una sottocultura si modifica nel tempo in un grappolo di gruppi diversi che possono finire per avere ben poco a che fare l’uno con l’altro, nel tempo ognuno di questi gruppi vorrà affermare la propria specificità (spesso inconsciamente) e costituire i loro propri separati circoli, linguaggi, identità e così via. Così, mentre il termine leather significava una cosa qualche decade fa, oggi per molti significa qualcosa di completamente diverso. Io non mi preoccupo particolarmente del modo in cui è cambiato perché non voglio essere uno di quei vecchi bisbetici che sbraitano contro i giovani o contro i novizi della scena che non “capiscono” la cultura leather. La capiscono perfettamente. E’ solo che non sembra più essere la stessa cultura degli anni ’70, quando io feci il mio “coming out”. E va perfettamente bene così.A questo punto, dato che io cerco sempre di trascinare la gente fuori dal virtuale per incontrarla faccia a faccia il più possibile, permettetemi di menzionare un po’ dei prossimi eventi a cui potreste voler partecipare.