mercoledì 29 maggio 2019

“L'esperienza dei 'Dopolavori BDSM' di Legami”di Radaaria e Lancelot

Con una serata dedicata alla riflessione e al confronto sul ruolo delle comunità e dell’associazionismo negli ambiti LGBT, poliamore e BDSM si è concluso il secondo ciclo del “Dopolavoro BDSM”. Ad introdurre il tema, fornendo preziosi spunti per la discussione, è stata MissDebbieRm.
“Le minoranze sono trasformative” ha ripetuto più volte Miss Debbie, facendo notare il ruolo propulsivo che la militanza svolge nell’ambito della tutela e della rappresentanza delle forme di sessualità non convenzionali. Ruolo che suggerisce una possibile via di uscita rispetto al mainstream del pensiero unico dominante, che tende a negare le diversità e i differenti modi di pensare, amare e vivere la propria sessualità liberamente.

Due anni fa Legami pensò il “Dopolavoro BDSM” come un “luogo” dove coloro che vivono consapevolmente il BDSM potessero approfondirne l’impatto nella sfera personale, nell’ambito relazionale o nella dimensione sociale e collettiva; “un luogo reale”, ospitato presso il c.c.o. Mario Mieli, dove poter indagare gli aspetti psicologici e

quelli pratici della relazione fra il BDSM e la vita quotidiana. 
Da questo punto di vista il bilancio dei “due cicli” proposti è senz’altro positivo.

Il ciclo di quest’anno, pensato prevalentemente con caratteristiche esperenziali, si è concentrato sugli aspetti più sensibili della gestione della “relazione con l’altro”:

- Radaaria e Lancelot (slaveromano71) hanno utilizzato lo Yoga per “considerare l’altro da punti di vista differenti, partendo dai processi di negoziazione per capire e risolvere i problemi di comunicazione nelle dinamiche di ruolo”;


- Electra e MariLeo hanno affrontato le conseguenze legate “all’accettazione e al rifiuto nelle dinamiche BDSM”;


- Daria e Marianna Bianco ci hanno suggerito metodi e percorsi per “attraversare gli stereotipi di genere e di ruolo”, cogliendone in profondità le implicazioni sulla vita quotidiana e nelle relazioni con gli altri ed il mondo esterno;


- la Dott.ssa Daniela Botta ci ha aiutato a comprendere “i fallimenti nelle dinamiche relazionali BDSM”;


- Miss Debby (Deborah di Cave), nel Dopolavoro da lei condotto (preparato insieme al Reverendo Blues) - ha affrontato il tema de “L’associazionismo negli ambiti LGBT, poliamore, BDSM”.


“Spero che si parli di più di sesso fino a portare la gente a capire che c'è tutto un mondo da esplorare, che ci sono modi per stare bene impensabili. Per una persona che dice "sono tutti da curare", ce ne sono dieci che si fanno il selfie e provano a farsi legare al letto. Evviva per loro, per la società tutta” (cit. Radaaria)..


Desideriamo ringraziare tutti i relatori ma anche tutti coloro, Legamiani e non, che hanno partecipato e animato, insieme a noi, i vari appuntamenti del “Dopolavoro BDSM”.











venerdì 5 aprile 2019


Stiamo lavorando sul sito di primo dominio: Www.bdsmcultura.com 

Il blog resterà attivo. Grazie per la vostra collaborazione e, soprattutto, per la costanza con la quale ci dimostrate interesse, rendendo possibile, la realizzazione di questo progetto.

Giovanni Piccirilli



Giovanni Piccirilli
bdsmcultura@gmail.com

lunedì 7 gennaio 2019



Da dove nascono i pregiudizi sessuali?

Se in questi giorni avete un’ora e mezza di tempo libero ho un consiglio per voi: guardatevi questa conferenza di Paolo Attivissimo dedicata al complottismo. Per chi non lo conoscesse, Paolo è un “cacciatore di bufale”, o ‘debunker’ – un appassionato di scienza che si diverte a esaminare affermazioni roboanti, le smonta, e spesso rivela realtà molto meno spettacolari ma altrettanto interessanti. Naturalmente di questi tempi si occupa spesso di fake news, ma una sua passione sono anche i complotti di qualsiasi genere, che in questo caso spiega in una chiave tanto semplice quanto efficace. Spoiler: la gente crede alle peggiori scemenze perché è troppo attaccata alle proprie convinzioni, e cambiarle richiede un po’ di studio. E non sia mai che si voglia fare la fatica di pensare!
Ma cosa c’entra tutto ciò con le sessualità insolite di cui si occupa questo sito? Il fatto è che il lavoro che faccio mi porta spesso a confrontarmi con persone che nutrono idee piuttosto strane riguardo il sesso – anche quello che più tradizionale non si può. C’è chi è convinto che il segreto di una vita erotica stupefacente consista nell’ingerire prodotti dai poteri magici, nel seguire contorti insegnamenti mistici o nel sottoporsi a un regime di esercizi improbabili; chi si rovina la vita combattendo la (peraltro inesistente) teoria gender; chi ha deciso che il suo peggior nemico sia la sessualità dei gay, delle donne, degli uomini, dei bambini o delle persone transessuali. Di solito, va detto, si tratta di individui gravemente repressi, con seri problemi di integrazione sociale o semplicemente a caccia di polli cui svuotare il portafoglio… ma anche la cosiddetta scena kinky non se la passa troppo meglio.

Potrei citare la grande attivista LGBT che mi ha serenamente detto in faccia come la “sua” comunità sia apertissima perché «tollera anche i deviati del BDSM», o quel pilastro dell’ambiente italiano che in queste settimane sta portando avanti una battaglia per discriminare i feticisti. Ci sono forum di dozzine di pagine dedicati agli «abusi e crimini sessuali» perpetrati durante eventi kinky dei quali gli accusatori dichiarano candidamente di non sapere nulla, perché non vi hanno mai partecipato. Abbiamo battaglie surreali fra fazioni di personaggi assolutamente convinti che la loro visione dell’eros sia l’unica accettabile, tipo quella fra i feticisti dei palloncini scoppiati e quelli che li mantengono integri, o fra furry asessuali, attivi… o nazisti. Potrei andare avanti con molti altri esempi, ma forse è meglio fermarsi qui.
L’elemento comune in tutte queste storie è proprio l’arroccamento assurdo su preconcetti insensati, basati su meccanismi che ho riconosciuto nei cospirazionisti trattati – con grande umanità, oltretutto – da Attivissimo. Torno a consigliarvi di ascoltarlo, perché le cose si identificano sempre più facilmente quando si incontrano fuori dal contesto al quale siamo abituati. Poi, disinnescare i pregiudizi da cui deriva tanta infelicità sarebbe davvero semplice. Basterebbe studiare un po’, se non sui miei libri almeno sulle decine di altri fatti apposta per comprendere meglio l’universo della sessualità. Le risposte, quelle vere, sono a portata di mano. Basta essere onesti con se stessi, e mettersi in discussione.

mercoledì 28 novembre 2018

Quindi tu vuoi essere una schiava: la realtà




Di miria hunter 
traduzione in italiano di JedriK 

Ho deciso di scrivere questo articolo perchè ho visto molte sottomesse entrare nello stile di vita aspettandosi che ogni cosa sia come in un sogno e perfetta. Non voglio rovinare i sogni di nessuno, o sviarle da questa attività, ciò che voglio è spiegare come stanno veramente le cose. Essere una schiava può essere, e per me è, una vita meravigliosa. E' tutto quello che io volevo che fosse. E' anche più di quello che mi aspettassi, e se qualcuno mi avesse spiegato la realtà prima della mia decisione, questo avrebbe reso la mia transazione molto più semplice. Ai fini di questo articolo, parlerò di problematiche legate al fatto di essere una schiava 24/7. Questi commenti sono dal mio punto di vista, che è quello di una femmina schiava con maschio Master. Dicendo questo non voglio escludere le Dominatrici o gli schiavi uomini. Per loro io non posso commentare in base ad esperienze personali. Tutto questo è solo il mio punto di vista da una esperienza reale.

In primo luogo, ci sono alcune cose che tu devi scoprire per te stessa e su te stessa. Vuoi essere in questo tipo di relazione 24 ore ogni giorno e 7 giorni ogni settimana? Forse vuoi essere in questo tipo di relazione solo durante delle scene. Forse vuoi interpretare una parte solo durante certi periodi di tempo. Ci sono molti modi in cui questo può essere fatto, ma devi capire quello che è giusto per te.

In secondo luogo, è necessario imparare ad essere onesta con te stessa. Capire che cosa farai e che cosa non farai e che cosa "forse" farai. Cerca dentro di te quello che vuoi veramente, e quando lo trovi, sii onesta con chiunque ti parli. Non accettare di fare qualcosa a lungo termine che tu sai che non sarai in grado di completare. Poniti alcune domande difficili. Il resto di questo articolo ti darà aspetti da contemplare per poter basare le tue decisioni sulla realtà e non sul sogno di qualcun altro di come dovrebbe essere.

Sei disposta a cedere il 100% del controllo della tua vita a qualcun altro? Le schiave 24/7 fanno questo. Fare un gioco di ruolo, interpretare una parte, significherebbe entrare in questo rapporto solo per un tempo concordato in cui il Padrone avrebbe il controllo totale. Una volta che la scena è finita, tutto torna alla normalità.

A te piace la musica country? Forse tu ami il Rock and Roll. Considera questo. Al Padrone che ti impone il collare piace solo la musica classica o un altro tipo di musica che a te non piace. Sei pronta a rinunciare a scegliere ed ad ascoltare solo la sua musica? Questo tipo di sacrificio può applicarsi a tante altre cose di cui attualmente tu godi. Per quanto mi riguarda, io amo vecchie canzoni d'amore di ogni tipo, e il mio Maestro è nell' Hard Rock. A causa delle Sue preferenze, io raramente ottengo di ascoltare le mie canzoni. Ma, quando  sono una brava ragazza, a volte, lui mi permette di ascoltare la mia musica, fintanto che ho eseguito i miei compiti assegnati e le faccende che mi competono. Si noti, ho detto "mi permette di". Qualcosa di semplice come l'ascolto della radio è una ricompensa per me. Non è scontato che ti sarà permesso di godere anche solo questo piccolo piacere ogni volta che lo desideri. Queste limitazioni si possono applicare a molti settori della tua vita, come la TV, le scelte di cibo o di amici, un po' ovunque e a qualsiasi cosa! C'è un certo stile di abbigliamento che ami? Certi colori e profumi che non puoi fare mai a meno di indossare? Se il Padrone non li approva, indosserai uno stile completamente diverso, con colori che non ti saresti mai sognata. Lui può decidere i vestiti per te ogni mattina. Sei preparata a rispettare felicemente le Sue scelte? Se Egli ti ha chiesto di indossare qualcosa di molto striminzito per andare in qualche posto semplice come un negozio di alimentari, riesci a fare questo senza esitazione? Io sono fortunata dato che il mio Padrone mi permette di scegliere i miei vestiti la maggior parte del tempo. Ma in qualsiasi momento, se dovesse decidere che Lui vuole che io indossi qualcosa di diverso, io mi cambio immediatamente. Fidati di me, Lui questo diritto lo esercita. Ho imparato a chiedere sempre a Lui ciò che Egli vuole che io indossi, se andiamo in un posto speciale.

Sei pronta a cambiare il tuo taglio di capelli, la lunghezza o il colore per compiacere il Padrone? Tutti questo apparterrà a Lui una volta che accetterai il collare, come sarà anche per tutto quello che una volta apparteneva a te. Non possederai più nulla di tuo. Dal momento in cui tu prenderai il Suo collare, tutto sarà Suo. E non sarà più la "tua" auto o i "tuoi" vestiti, ma i "Suoi", in prestito a te come Egli meglio crede. Se Lui dovesse scegliere così, non ti sarà permesso di indossare nessun vestito. Questa sarà una Sua scelta, non tua. Ricorda, tu hai rinunciato a ogni diritto di fare queste scelte da sola.

Hai una poltrona preferita, o un certo modo in cui ti piace sederti o camminare? Il tuo Padrone deciderà se ti siederai su una sedia o sul pavimento. Egli potrà dire se devi incrociare le gambe, o se ti siedi a gambe spalancate. Tu dovrai chiedere il permesso anche solo per salire sul letto, o per stare seduta su una sedia. Alla maggior parte degli schiavi è concesso un cuscino sul pavimento per il quale non è necessario che chiedano il permesso di sedercisi sopra, ma poco altro. Sarà anche necessario il permesso per mangiare a tavola con il Padrone.

E' stata una lunga giornata al lavoro. Arrivi a casa e non vuoi altro che rilassarti in una vasca e andare a letto presto. Beh, non ti sarà possibile. Essere stanchi, malati, o semplicemente di cattivo umore, non ti esenta dalle mansioni a te richieste. Tu sei sempre tenuta a farle: preparare il Suo pasto, e andare a letto quando Egli dice di farlo. Ritirarsi per dormire di solito si verifica in un tempo prestabilito, anche se non sei pronta ad andare. Non ci sarà un "sono troppo stanca" o un "non mi sento bene": niente del genere. A meno che il Padrone non ti abbia dispensato dai tuoi compiti e incombenze, rimarrai sempre responsabile nel garantire che i suoi bisogni e desideri siano pienamente soddisfatti: non importa quali siano questi bisogni e desideri. Il tuo compito è di informare il tuo Padrone del tuo stato di salute fisica. Uno dei tuoi compiti principali sarà quello di curare e proteggere i Suoi possedimenti. Tu sei il possedimento più pregiato che Egli possiede. Finché fai in modo che il tuo Padrone sappia come ti senti, Egli farà in modo che le tue attività siano adeguate alle tue capacità.

Molte arrivano a questo stile di vita perché cercando di essere usate sessualmente, per servire il Padrone in ogni Suo capriccio, e non hanno mai preso in considerazione altri aspetti. La parte principale di essere una schiava è di essere al servizio del vostro Padrone e non di essere servite voi stesse. Tuttavia, essere disponibili a Lui in ogni momento è anche una aspettativa non detta. La vecchia scusa "non stasera caro, ho mal di testa" non funziona in un rapporto D/s (Dominazione/sottomissione). Al fine di fornire a Lui il piacere, devi anche esprimere a Lui il tuo piacere nel momento in cui lo provi. Non fare mai sentire al tuo Padrone che questo è un lavoro per te: qualcosa che preferiresti non fare, che fai solo perché devi. Se il Padrone ti dice di fare qualcosa, non sta a te interrogarLo. Ti sarà chiesto di rispondere senza fare domande. In un secondo momento (se questo è consentito nel vostro rapporto), puoi chiedergli il permesso di parlare a un livello di parità. Se Egli da il permesso, questa sarà la tua occasione per porre le tue domande. Tuttavia è importante che tu chieda in un modo tale da non mettere in discussione la Sua autorità, ma allo stesso tempo riuscire a soddisfare la tua curiosità.

Tu senti che essere una schiava significa essere costretta, forzata in schiavitù? Pensi di non potere fare questo se non ci sei costretta? Ripensaci. Le Schiave entrano in questo tipo di rapporto di loro spontanea volontà. Questi non sono i giorni della schiavitù forzata, è una questione di scelta. La tua! Tu sei quella che decide di trasferire il tuo stesso potere al tuo Padrone. Tu farai questo, non perché sei costretta ad obbedire, ma perché tu stessa hai la necessità di farlo. Sì, durante il corso della vostra relazione ci saranno volte in cui sarai costretta a fare qualcosa, ma non sarà mai qualcosa che va contro ciò che sei. Il tuo Master può ritenere che obbedire a questo particolare comando ti aiuterà a crescere come la miglior persona che puoi essere, oppure che ti aiuterà a uscire da una inibizione che hai.

Come è il tuo carattere? Perdi velocemente il tuo autocontrollo quando sei agitata? O sei una persona rilassata, accetti qualsiasi cosa, e poi metti il broncio perché i tuoi sentimenti sono stati feriti? Un Padrone non vuole avere uno zerbino per schiava, né ha voglia di farsi dire come le cose dovrebbero essere. Imparare come e quando dire le cose diventerà molto importante nel vostro rapporto. Se non dici al tuo Padrone quando qualcosa ti dà fastidio, allora non hai alcun diritto di essere offesa. Per quanto meraviglioso e onnipotente Egli possa sembrare, Egli non legge nella tua mente: a meno che tu non gli parli, lui non sa. La chiave, come ho detto un attimo fa, è nel modo in cui glieLo dici.

La tua autodisciplina è molto importante in questa relazione. Hai la tendenza a rimandare le cose fino all'ultimo momento possibile? Non potrai fare questo quando sarai di Sua proprietà. Ci saranno lavori e compiti che il tuo Master ti assegnerà che Egli si aspetta che siano fatti nei tempi previsti da Lui, non da te. La volontà e i bisogni del tuo Padrone saranno messi prima dei tuoi. L'autodisciplina è simile all'autocontrollo. La tua capacità di seguire e di completare gli incarichi dati dal tuo Padrone sarà molto importante. Come schiava, ti sarà necessario essere in grado di controllare le tue azioni abbastanza bene da essere in grado di rimanere entro i limiti stabiliti per te da Lui. Se Egli dice che non puoi fare qualcosa, semplicemente non puoi. Farla lo stesso, e non dirGli nulla, non la fa diventare una cosa giusta da fare. Nel caso di un rapporto schiava/Padrone, ciò che Lui non sa PUO' fare del male a te, così come può fare male al rapporto che avete lavorato così duramente per costruire. Anche un semplice "bugia bianca" può distruggere la fiducia così necessaria per stabilire realmente questo tipo di rapporto. 

Per quanto riguarda le cose che tu vuoi e le cose di cui hai bisogno: sai quale è la differenza tra le due? Se no, ti raccomando caldamente di capire quale è questa differenza prima di entrare in servitù. A volte le due sono difficili da distinguere, ma diventa importante che tu lo faccia. Il tuo Master garantirà che ci si prenderà cura di tutti i tuoi "bisogni", ma sarà Lui che permetterà o meno i tuoi "voglio", a Suo piacimento. I bisogni sono le necessità della vita che sono indispensabili per permetterci di rimanere mentalmente e fisicamente sani. Essi ci permettono di crescere emotivamente e spiritualmente. Se si riesce a sopravvivere senza qualcosa, allora è un voglio. I voglio di solito sono dati come premio per una buona condotta.

Per essere una schiava, ci saranno molte cose che devi imparare ad accettare dentro di te ed a cui devi adattarti. Il tuo scopo primario nella vita sarà quello di occuparti del piacere del tuo Padrone (sia mentalmente che fisicamente) in qualsiasi modo Egli desideri. Per fare questo, tu dovrai imparare bene come è il tuo Padrone. Trova ciò che piace e ciò che dispiace a Lui. Con questo, non intendo solo sessualmente. Imparerai che il sesso è solo una piccola parte del vostro rapporto. Impara ad anticipare ogni sua esigenza e desiderio, senza essere invadente. I suoi bisogni e desideri comprenderanno stimoli intellettuali, il piacere fisico, il supporto emotivo, e molte altre cose uniche di Lui. Ricorda - fisico non è uguale sessuale. Il piacere fisico può includere, ma non è limitato al, toccare, ai cibi preferiti, ai vestiti ed ai colori per esempo. Sarà il tuo lavoro assicurarti che i suoi piaceri fisici siano soddisfatte in ogni modo. Pensa ai cinque sensi, e rendi il Suo ambiente piacevole per tutti e cinque. Non dimenticare mai - la cosa più piacevole nel Suo ambiente dovrresti essere tu.

Come sua schiava, spetterà a te capire cosa piace al tuo Padrone. Lui non dovrebbe chiedere sempre le cose più semplici - tu dovresti averle imparate. Se il Suo bicchiere è vuoto, lo riempi silenziosamente e discretamente. Ricorda, stai facendo questo per il Suo piacere, non per il tuo. Solo perché Lui non si accorge e non ti loda non vuol dire che tu lo stia facendo nel modo sbagliato. Guarda il Suo sorriso. Lui è tranquillo? Se Lui sembra felice e contento, allora hai fatto bene, e dovresti crogiolarti nella Sua soddisfazione. Ricorda sempre che tu fai questo per Lui e non per la tua soddisfazione. La tua felicità dovrebbe provenire dal servire Lui e dal Suo essere felice.

Come ho detto all'inizio di questo articolo, non sto cercando di spaventarti o di scacciarti dal mondo della D/s. Il mio obiettivo è fare in modo che, quando entri nel nostro stile di vita, tu lo faccia con gli occhi spalancati, ben sapendo cosa aspettarti. La strada non sarà facile. Dovrai reimparare molto di quello che una volta davi per scontato: cose che fai senza pensare, come semplicemente sedere su una sedia. Queste sono abitudini a cui nemmeno più pensiamo. O meglio, non ci pensiamo fino a quando non troviamo un Padrone.

Ogni altra cosa che tu hai imparato prima di leggere questo articolo è probabilmente vera. Essere una schiava è una vita meravigliosa: una in cui si prendono cura di te. La maggior parte delle decisioni (NdT: nella vita in generale) sono fuori dal tuo controllo e da quello del tuo Padrone. Ma molte scelte staranno ancora a te. La maggior parte dei Padroni vuoi una schiava che è intelligente, ha un senso dell'umorismo, e una volontà propria. Non c'è piacere nel possedere uno zerbino che sta solo immobille o che è solo calpestato. Lui si annoierà molto velocemente. Essere sé stessi è il miglior consiglio che mi è mai stato dato, e ho trovato che questo è assolutamente vero per me.

Troverai che essere una schiava è tutto quello che hai sognato e molto di più se entri in questa vita sapendo qualcosa di più di cosa aspettarti. Se tu vuoi essere in questo stile di vita, ti accorgerai che, dove una volta solo camminavi attraverso la vita, ora volerai ad un palmo da terra. Parti di te che non sono mai state complete diventeranno intere. Nel cedere il controllo, io ho trovato la libertà: la libertà di trovare e di essere la persona che sono dentro di me.

La mia speranza è che, dopo aver letto questo articolo, tu sarai in grado di fare una scelta più consapevole riguardo l'entrare in questo stile di vita. Non dimenticate mai che uno dei requisiti più importanti per questo stile di vita è l'onestà. L'onestà con te stesso per prima cosa. Tuttavia, ti accorgerai che questo non è così facile come sembra. Una volta che si impara a fare questo, ti troverai in pace e in grado di entrare nella tua servitù con la mente più lucida, sapendo dove sei e dove vuoi essere. Quando accetti il collare di un Padrone, rinunci a tutti i tuoi diritti. I tuoi amici, la tua vita - nulla resterà tuo. Essere una schiava significa rinunciare a molto di più di quanto rinunceresti se tu fossi solo una sottomessa. Rinunci a tutti i diritti nella tua vita. Schiava non è solo una parola, è un modo di vita, una azione ben definita.

Stai bene, amica mia, e spero che questo stile di vita ti piaccia tanto quanto io ho imparato ad amarlo.

© 2000 miria_hunter@softhome.net
Chi volesse usare questo articolo sul suo sito può farlo finche il mio nome e indirizzo di posta elettronica rimangono indicati.

sabato 29 settembre 2018

““Nipple play” e “Nipple torture””
di Tormassy




Il Nipple play è un modo di rendere i capezzoli, già di per sè particolarmente sensibili ancor più sensibili ed erogeni al tocco. 
La Nipple torture consiste nel procurare in ambito erotico sadomaso dolore e piacere insieme. 
La pratica può riguardare tanto i capezzoli femminili quanto quelli maschili. La stimolazione può essere fatta 
con le dita: tastando, solleticando, tirando leggermente o con forza, massaggiando, stringendo, strizzando, torcendo; 
con la bocca: leccando, succhiando, mordicchiando, mordendo; 
con strumenti e oggetti quali morsetti, mollette, anelli dentati, elettrodi e elettrostimolatori, vibratori, elastici, aghi, aspiratori per succhiare, frustini da dressage, canne e nei casi più hard core ganci...
con sostanze quali olio alla menta, colluttorio forte, zenzero, peperoncino, olio essenziale di menta o di timo, ghiaccio, cera calda...
Tutto ciò incrementa la sensibilità dei capezzoli e produce l’effetto della sottomissione sub dominazione 
In tutte queste pratiche è necessario che il dom usi molta prudenza e gradualità, concedendo ogni dieci- quindici minuti una certa pausa tra una stimolazione e l’altra, variando le tecniche e gli strumenti, questo per non inibire la sensibilità e soprattutto per permettere l’irrorazione dei capezzoli dai vasi capillari.
Attenzione, la rimozione dello strumento di costrizione è la fase che procura il dolore più intenso. Il capezzolo va perciò subito “curato” al termine della stimolazione: baciato, leccato, massaggiato delicatamente e, nel caso di un uso di sostanze, lavato con sapone e abbondante acqua tiepida. La sensibilità così intensificata del capezzolo intensa durare da poche ora a qualche giorno, ed è possibile che si formino su di esso delle crosticine temporanee dovute alle abrasioni della superficie che i trattamenti hanno provocato. 
Le pratiche di tortura ai capezzoli non dovrebbero mai protrarsi troppo a lungo, ed è molto importante prestare attenzione ad ogni sintomo di fastidio o dolore eccessivo, soprattutto nel caso il capezzolo mostri una colorazione o un gonfiore innaturale. Ogni pratica in quel caso va interrotta immediatamente. 
Da ricordare che è sempre bene:
Tenere sotto controllo la circolazione del sangue e i sintomi di addormentamento della pelle (cessata sensibilità); 
Tenere sotto controllo le reazioni e rimuovere immediatamente quanto applicato se il capezzolo inizia a mostrare segni di anomalia (gonfiore, colore).
Alleviare la pressione ogni 15/20 minuti in modo da ripristinare la piena circolazione del sangue;
Avviare i principianti con strumenti regolabili 
Usare molta gradualità nell’intensificare il gioco.
Può giusto sapere che studi recenti hanno dimostrato come stimolare i capezzoli attivi l’area della corteccia cerebrale di una donna che gestisce l’eccitazione in generale e quella delle sue zone genitali in particolare, al punto che l’1% delle donne può raggiungere l’orgasmo tramite la sola stimolazione del capezzolo. Nei maschi l’eccitazione non è molto minore.

lunedì 27 agosto 2018

Il Bondage e i suoi fratelli: tutto quello che c'è da sapere sulle pratiche erotiche del BDSM



Dal Bondage allo Shibari, il variegato universo del BDSM per vivere nuove esperienze e rafforzare la complicità con il partner.BDSM: che cosa si cela dietro l’acronimo di Bondage e Disciplina (BD), Dominazione e Sottomissione (DS), Sadismo e Masochismo (SM)? dell'Un macrocosmo di almeno un centinaio di pratiche e situazioni erotiche che, lontane da considerazioni moralistiche e patologie mentali, toccano solo incidentalmente la sfera della sessualità. La ricerca di sensazioni fisiche molto forti che possono arrivare fino al dolore, l’assunzione di un ruolo specifico tra adulti consapevoli e consenzienti e l’eventuale uso di strumenti appositi come i sex toy, riassumono la vera dichiarazione d’intenti. Il fine ultimo non è solo quello di raggiungere il personalissimo acme passando dalla classica soddisfazione eros ma è quello di esplorare e vivere un forte appagamento mentale con la realizzazione di particolari fantasie e bisogni che alimentano il desiderio.

B come Bondage, visto come tecnica che lega, costringe e riduce in volontaria schiavitù tramite corde o strumenti appositi. D come Dominazione, che si si riferisce al piacere di pilotare le sensazioni e la volontà del partner, disciplinandolo anche attraverso le imposizioni di regole e punizioni. S come Sadismo: qui privo di ogni sulfurea e negativa connotazione, è una filosofia che mette alla prova sé stessi e il partner in uno scambio di emozioni fisiche forti e coinvolgenti senza recare sofferenze non concordate. M come Masochismo in cui si sceglie di ampliare il proprio bagaglio sensoriale tramite stimoli che provocano dolore o umiliazione ma che donano in realtà intensa soddisfazione. L’attrazione per la controllata sofferenza volontaria e inflitta è una delle tante motivazioni che si inseriscono nella messa in scena di questa prassi relazionale, non ultima la questione del potere tra dominatore e sottomesso. Contrizione e dominio, dottrina e appagamento dirigono quindi i desideri oscillanti degli amanti del genere che convivono in modo totale o solo episodico le proprie pulsioni tra tormento, estasi fino al sublime grazie alla produzione abnorme di endorfine, i neurotrasmettitori del piacere. Il confine tra normalità e anormalità nella sfera sessuale umana è piuttosto labile: gli attuali studi di natura medica e psicologica fanno oramai un doveroso distinguo tra il disturbo parafilico e le parafilie. Nel disturbo parafilico l’intenso, persistente stimolo verso una sessualità atipica viene vissuto con disagio e incapacità a controllare le proprie pulsioni in situazioni quotidiane; nelle più rassicuranti parafilie tali pulsioni erotiche appartengono a soggetti perfettamente consci e in pieno accordo con i propri bisogni. La folta comunità BDSM ricerca quindi una sessualità appagante che ingloba rituali che attivano l’eccitazione tramite l’oscillazione tra sofferenza e passione, prive di problematiche derivazioni. Questo sereno sperimentare si lega quindi a oggetti specifici del mondo del Bondage e delle discipline sadomaso, che possono assumere diverse sfumature.Le differenze nel BDSM non sono mai così nette: lalgolagnia o algofilia, la propensione al dolore, ottiene la propria soddisfazione ricercando la sofferenza fine a sé stessa, puramente fisica e non psicologica che risponde a stimoli meccanici come le frustate, la cera bollente sul corpo, le sculacciate e così via. Nelle connotazioni masochistiche, invece, accanto all'afflizione materiale coesistono desideri di sottomissione e dipendenza da un soggetto dominante, il quale vive la propria soddisfazione attraverso il controllo e l'ordine. Non tutte le varietà BDSM portano obbligatoriamente a soffrire: tra le tre categorie solo il sadomasochismo richiede in modo specifico e voluto tale finalità mentre la dominazione e sottomissione possono avere soddisfazione reciproca anche senza arrivare al senso di umiliazione o spasimo.
https://www.foxlife.it/2018/03/10/bondage-bdsm-guida/

Sadistique!




Se la fine delle ferie è un po’ un peccato… abbiamo la soluzione giusta per espiarlo!  Domenica 2 settembre, dalle 15 alle 20 il più grande evento BDSM d’Italia riapre le porte a Milano con un tema scandalosamente curioso. Questo mese Sadistique sarà dedicato alle Sante Perversioni: tutti i modi con cui si può sorridere dei fanatismi religiosi e del modo in cui culti pseudoascetici di tutto il mondo nascondano fra i loro riti idee piuttosto eccitanti per chi apprezza l’erotismo di dominazione e sottomissione. Perché, certo, ci sono i martiri cristiani; ma non dimentichiamo le avventure sconce delle divinità greco-romane, i rituali erotici indiani; i culti sessuali dell’Africa, l’eros inquietante della santeria centroamericana, le torture mistiche dei sacerdoti Inca e di quelli nativo-americani… l’elenco non finirebbe più! Per questo abbiamo preparato come sempre una gallery da cui trarre le prime ispirazioni, ma siamo sicuri che la vostra fantasia saprà creare outfit ancora più sorprendenti. Come sempre il gioco di seguire il tema suggerito è solo un’aggiunta opzionale al dress code tipico di questo party… però consente di avere più probabilità di conquistare i due ingressi in palio per chi si farà fotografare con il migliore look a tema!
Inoltre, al Sadistique di settembre troverete:
  • Il rinnovato sound design di Severin ad accompagnare tutto ciò che accade nell’area di gioco principale
  • Una mostra fotografica antologica con i migliori scatti dagli ultimi anni di Sadistique. Ci sarete anche voi fra i ritratti?
  • Una MasterClass molto intensa sul sangue nelle pratiche BDSM, tenuta da SadicaMente
  • Il set fotografico dove potrete farvi ritrarre da FudeSan
 …e naturalmente attrezzature di altissimo livello, un ambiente sicuro e ideale, e soprattutto tante altre persone appassionate di eros estremo con cui parlare, fare amicizia e giocare. 
 Ricorda inoltre che Sadistique offre una riduzione di 10 euro sull’ingresso a tutte le persone sotto i 30 anni!
 Ci vediamo in via Mondovì 7 a Milano: per qualsiasi dubbio, trovi tutte le informazioni necessarie sul sito ufficiale della festa. A presto!
 Vuoi rimanere aggiornato sui prossimi eventi? Iscriviti alla mailing list ufficiale su http://eepurl.com/cjdhAf

martedì 14 agosto 2018

“Deleuze, Masoch vs McDonalds's BDSM”



Ci sono parecchi motivi per parlare di Deleuze e Von Masoch oggi, oggi che il web ha abbattuto, ma solo apparentemente, i confini dei possibili approfondimenti, impachettandoli in comodi fai da te firmati google. Ma soprattutto il sadomasochismo stesso (inteso come collezione di individui che lo praticano), quello che rappresenta, forse lontano da quello che è stato, forse lontano da quello che è, sembra sempre di più ignorare una parte fondamentale della sua storia, preferendo il consumo facile,veloce e pressappochista di un’informazione in tipico Mc Donalds’s style. E quando diciamo fondamentale intendiamo davvero fondamentale, imprescindibile, quanto è vero che la parola sadomasochismo per metà è composta dall’ismo di Masoch, ma è stata proprio questa parola ad essere messa in discussione negli anni '60 da un filosofo francese.

Facciamoci del male
Gilles Deleuze, cresciuto all’ombra delle lezioni parigine sulla fenomenologia hegeliana di Kojéve (che tanto influenzarono il pensiero surrealista ed esistenzialista di grandi autori dell'epoca, come Bataille, Klossowki, Blanchot, ecc. ), scrisse nel 1967 “il freddo e il crudele” riabilitando, per la prima volta, l’opera di Von Sacher Masoch (dopo che i suoi eccellenti "colleghi" avevano fatto altrettanto con De Sade) e con essa anche il masochismo stesso, liberando così lo scrittore galiziano dal pregiudizio di stampo psicanalitico-psichiatrico nato con Kraft Ebbing.
Nel suo saggio Deleuze individua la non specularità tra sadismo e masochismo, definendo le due “perversioni” come appartenenti ad universi totalmente diversi, anche se spesso contaminati l’uno con l’altro. Forte dell’analisi sul marchese fatta a suo tempo da Bataille, Deleuze parla del sadismo come pratica (e non dell’opera che resta opera politica o semmai teologicamente invertita) in termini di forte devianza criminale. Relegando l’esperienza sadica nello stesso recinto in cui l’aveva rinchiusa Kraft Ebbing, “il freddo e il crudele” arriva quindi a definire uno “spazio masochistico”, spazio dove si contemplano le figure del carnefice (erroneamente definito il sadico) e della vittima, quindi vittima e carnefice, entrambi, calcano il palco della scena masochistica, che poco ha a che spartire con quella del sadico. Questa differenza totalmente assimetrica non può lasciare indifferenti.

Che fare?
Chiedersi cosa sia stato il sadismo e il masochismo nella loro accezione originaria vuol dire chiedersi cos’è quello che oggi chiamiamo sadomasochismo ( secondo Deleuze non avrebbe senso questa parola), nella teoria e nella pratica. Nonostante quello che possa essere stato scritto in giro, né l’opera di de Sade, e meno ancora quella di von Masoch possono essere dette “semplici”.
Su De Sade abbiamo ormai innumerevoli scritti, le accademie hanno sfornato tesi per ogni disciplina, rivelando quanto De Sade sia lontano dalla dimensione erotica del sentimento, come ci dice anche l’ottimo articolo di Agnese Grieco che consiglio di leggere http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/inferno/deleuze.htm, su Masoch la letteratura scarseggia, forse proprio per la difficoltà intrinseca di penetrare il personaggio e l’opera.

Due universi paralleli
Le differenze tra i due segnano una linea di confine molto marcata, in De Sade, come in ogni autore che prende a riferimento il male metafisico, vi è la ribellione attuata dai potenti contro la legge della società, stranezza che si spiega solamente come una sorta di “ascesi mistica, ma invertita” (P. Klossowki, “De Sade mon prochain”), quindi di nuovo la ripetizione della ribellione primordiale del primo uomo o angelo. In Masoch vi è la conferma della legge, la sottomissione alla legge, attraverso l’autorità matriarcale di rappresentanza divina fino alla stesura del contratto di schiavitù (e nell’articolo della Grieco vi è spiegato come, comunque, il fine sia quello di mettere la legge in dubbio). In De Sade vi è la ripetizione fino all’ossessione e non potrebbe essere altrimenti, i passi hanno il sapore di certi mantra d’invocazione, le torture e le infamie sono praticate senza nessun colore sentimentale, il fine è la gratuità, si punisce l’innocente, questo è il crimine supremo, il crimine che ancora non riesce a liberarsi della responsabilità, ma la inverte soltanto. Masoch scrive di rituali, di guerra, di supplizi che appartengono alla tradizione di un popolo, tutto in Masoch è legato ad una specie di nomos dall'odore quasi semitico, legato ad una terra. E vien difficile pensare che un conoscitore eccellente delle tradizioni e culture locali dell’Europa dell’est come Masoch potesse ignorare che quelle terre erano state all’alba dei tempi probabilmente percorse da antichi popoli guidati da donne, ma soprattutto che dal III secolo d.c. in avanti diventassero terre di passaggio per le eresie mediorientali, fino a quella ben nota dei bogomili che trovò il suo corrispettivo ad ovest nella setta dei catari. E ancora, De Sade nella sua ascesa invertita punta ad un caos originario, fallisce appunto nella ripetizione ossessiva dei tormenti che non riescono a portare avanti il pensiero, non li significa, perché vuole l’abolizione del referente, della trascendenza che lui sa incarnata nella legge, ma non giunge nemmeno al nulla, ripete e ripete, all’infinito. Al contrario Masoch, accettando la legge, punta alla trascendenza del tormento, significa il tormento con il volto di Mardona, come in “la madre di Dio”, e qui, ci troviamo, in entrambe le “perversioni”, di fronte al “simulacro del sacro”. 
Sadsong